A volte accade... - 1a puntata 2023

Il nome di questa serie di podcast l’ho pensato dopo aver frequentato un master in Media Education Manager e averlo concluso con un progetto dal titolo “Prè-visioni per uno sviluppo di comunità”.
Il progetto ha come scopo, come “visione”, la realizzazione di una casa di quartiere nel sestiere di Prè, nel centro storico di Genova, per contrastare la povertà educativa e costruire una comunità educante, applicando il modello delle Tecnologie di Comunità.

L’obiettivo dei prossimi podcast sarà narrare un percorso, tenere un diario, ascoltare le esperienze di molti protagonisti e, soprattutto, condividerle, senza la pretesa di insegnare nulla a nessuno, con l’ambizione di facilitare la costruzione di uno sviluppo di comunità di cui si avverte un forte bisogno.

Spesso mi capita di osservare il bello che nasce dai progetti realizzati da persone che mettono passione e impegno in ciò che fanno.
Voglio partire da qui: raccontare cosa è successo durante il periodo della pandemia, cosa sta accadendo oggi e, soprattutto, cosa potrà succedere in futuro.

Lavoro da molti anni nel centro storico genovese, uno dei più grandi d’Europa, ricco di storia e di umanità, ma anche caratterizzato da contesti socialmente ed educativamente deprivati e da un’alta concentrazione di persone immigrate di culture diverse. È un luogo fatto anche di persone, tante e di ogni nazionalità, che desiderano cambiare e fare qualcosa di concreto per migliorare il quartiere.

Gli anni della pandemia hanno acuito le difficoltà di un territorio già in crisi, peggiorando le condizioni di vita dei suoi abitanti.
Durante il lockdown, le attività educative ordinarie in presenza si sono interrotte, costringendo tutti ad adattarsi a una situazione emergenziale.

Due problemi sono emersi immediatamente: la povertà materiale e quella educativa. Molte famiglie hanno visto ridotte le proprie entrate economiche, con conseguente difficoltà nel reperire generi alimentari e beni di prima necessità. A queste limitazioni si sono aggiunte le difficoltà nel rimanere in contatto con la scuola tramite collegamenti online, poiché molte famiglie erano sprovviste sia di rete sia di dispositivi idonei.

I bambini e i ragazzi sono stati tra i grandi dimenticati della pandemia: poco tutelati e penalizzati, non solo dall’impossibilità di socializzare, ma anche dalle difficili condizioni abitative delle loro famiglie, spesso in appartamenti di pochi metri quadrati nei caruggi. Come cantava Fabrizio De André in Città Vecchia: “Nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi…”.

Per contrastare l’emergenza alimentare, la Caritas di Genova e diverse associazioni del territorio hanno promosso campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi per fornire generi di prima necessità a chi ne aveva bisogno.

Per quanto riguarda il digitale, molte famiglie numerose disponevano di uno o al massimo due smartphone da condividere tra tutti i membri. Le scuole hanno cercato di colmare il divario digitale con diversi progetti, ma non tutte le famiglie erano facilmente raggiungibili.

Per ridurre il digital divide e l’isolamento, la Fondazione Auxilium ha promosso un’azione di fundraising che ha permesso di acquistare tablet, PC e abbonamenti a Internet.
Successivamente, i dispositivi sono stati distribuiti ai bambini e alle loro famiglie, accompagnati da percorsi educativi sull’uso consapevole della tecnologia e laboratori espressivi sia digitali sia analogici (quando possibile).

Purtroppo, si è dovuto fare i conti anche con l’assenza di reti efficienti: una carenza purtroppo ancora diffusa in molte zone d’Italia.
WhatsApp è stata la prima applicazione a consentire di mantenere i contatti, entrare nella realtà familiare dei bambini e supportarli nello studio, in collaborazione con le scuole del territorio.

A partire dai primi mesi del 2021, la pubblica amministrazione del Comune di Genova ha promosso un progetto di riqualificazione urbana per il territorio di Prè e via del Campo, con l’obiettivo di valorizzare piazze e spazi comuni e favorire la nascita di nuove botteghe artigiane.

Spesso, in modo inaspettato, si creano combinazioni e coincidenze che permettono di realizzare progetti prima impensabili.
Credo che l’opportunità che si sta generando, di cui parlerò nei prossimi podcast, sia importante: l’esperienza dolorosa della pandemia, unita alla valorizzazione di una pedagogia di comunità o della coscienza critica, come proponeva Paulo Freire, può favorire azioni innovative a supporto della comunità.

L’educazione alle tecnologie digitali e la formazione alla new media education diventano così strumenti generativi dal punto di vista sociale ed educativo.
Viviamo in una realtà sempre “onlife”, che può diventare un’occasione per (ri)costruire legami comunitari e liberare energie e risorse a beneficio della qualità della vita di tutti.

Il digital divide rappresenta una forma di povertà, esclusione e negazione della cittadinanza, che colpisce soprattutto i più deboli. Per questo, tra gli obiettivi educativi è fondamentale sviluppare consapevolezza sull’importanza di essere cittadini digitali.

“Prè-visioni per uno sviluppo di comunità” nasce dall’idea che una casa di quartiere nel sestiere di Prè possa, insieme ad altre iniziative di rete, sviluppare azioni di contrasto alla povertà educativa e facilitare la costruzione di una comunità educante, solidale e aperta.

Le prossime puntate del podcast racconteranno questo e molto di più. Non so se riuscirò a pubblicare una puntata alla settimana, anche se breve, ma la mia intenzione è provarci. Lo scopo è creare una community che, nel tempo, diventi una vera rete di scambio di buone pratiche.

In conclusione, per i motivi che ho raccontato finora e per quelli che proverò a narrare in futuro, vi do appuntamento ai prossimi podcast di “Prè-visioni per uno sviluppo di comunità”.

A presto!